lunedì 19 settembre 2016

Aggiornamento su cose che non erano state aggiornate :)

Hello!
Mi chiamo Alice, sono, tra le altre cose, un exchange student, volevo gestire un blog, ma è da mesi che non scrivo un post. Quindi, mi sembra l'ora di aggiornare.

Prima Della Partenza
Prima della partenza significa il mesetto prima della famigerata data, 26 agosto 2016, e, come mi sono sentita io.
Ero piuttosto disperata, immaginatevi; fine agosto e non avevo la più pallida idea di dove sarei andata, di quando sarei partita o di chi mi avrebbe ospitato. Chiamavo la mia agenzia, School and Vacation (non vi consiglio di partire con lei, a meno che per voi non vada bene sapere dove studierete per 10 mesi due giorni prima), mi dicevano che ero una dei dieci studenti che non avevano ancora ricevuto il placement, c'era probabilità che finissi in un posto dove la scuola era già iniziata, che non facessi l'orientation (ne parliamo dopo) e tutte cose che mi facevano sentire male.
Il 23 agosto 2016, arriva, alle 10 di mattina, una telefonata; "E' arrivata la famiglia per Alice, parte il 26 per l'Oregon"

 Capite che mi ero appena svegliata? Io ho bisogno della colazione prima di essere capace di elaborare informazioni importanti come questa.

Scendo le scale e arrivo in cucina, mi è arrivata la family! Sono felice e, cacchio, finalmente! Non ho nemmeno ascoltato il resto della telefonata e sono scesa a mangiare, sapevo che sarei partita.

La mattinata la passo cercando informazioni sul posto dove sarei andata, telefonando a parenti e amici per avvertirli del tutto e cercando di fare una valigia per tornare a Milano, da dove, due giorni dopo, sarei partita.

Dico ai miei amici che parto e che dovevo tornare a Milano la mattina successiva. Saluto tutti e passiamo la serata insieme a divertirci, sapendo che è l'ultima, per un po' di tempo.

La mattina dopo la valigia è in macchina, scatto una foto con una polaroid camera che ritrae me e due mie care amiche e partiamo; verso Milano.

Milano
Milano è la mia città. Born and raised there, e la amo. Quei due ultimi giorni che ho passato a casa sono stati strani, gli ultimi giorni di agosto e la prima parte dell'autunno sono i periodi in cui amo Milano di più, in cui la città risplende di quella nostalgia da posto in cui non sei stato da un po' e tutto inizia di nuovo.

-Il tramonto era rosso, l'acqua dei navigli scorreva lenta, la mia famiglia camminava davanti a me e io guardavo l'orizzonte. Nostalgia, felicità, amore, sintonia e qualcosa di nuovo; cambiamento, dovevo salutare quelle cose. Prendo il telefono per scattare una foto, per cercare di conservare quella sensazione per sempre, perché è così diversa, così nuova, così bella, che la voglio con me per sempre.
Quella foto è bellissima.-

Saluto mia nonna e mio zio quella sera, è triste, davvero.

E' la sera del 25 agosto 2016, il sole è calato, la giornata è finita, non posso farci niente, vorrei un po' più di tempo, ma voglio anche partire, perché sono emozionata, curiosa.

La Partenza
Sono le 4 del mattino, sono sotto la doccia. Mi asciugo i capelli e mi guado allo specchio, l'ho fatto mille volte, questa è davvero l'ultima. Arriviamo all'aeroporto, sto partendo. Incontro Emanuela, un'altra exchange student che partirà per l'Oregon. Saluto la mia famiglia (<3) e siamo sull'aereo.
Partiamo, direzione Londra.

Orientation 
L'orientation sono una serie di giorni, per me 4, che un exchange student trascorre in una grande città, nel mio caso Los Angeles, dove gli vengono propinate per la quarantaduesima volta, le regole da rispettare, l'atteggiamento da intraprendere, cosa fare e cosa no. Dopodiché, per il resto della giornata, si visita la meravigliosa città.

Arriviamo a Los Angeles dopo lo scalo a Londra e le 13 ore di volo. Siamo entrambe stanchissime e aspettiamo un transfer che ci porti all'hotel dove alloggeremo. Finalmente, alle 5:30pm (perché ora usiamo l'orario all'americana), arriva un pulmino, siamo insieme ad Alex, una ragazza frizzante ed emozionata più di noi per l'anno che verrà, membro ufficiale dello staff ICES (agenzia americana che si occupa degli studenti di School and Vacation una volta negli States).

Arriviamo in hotel alle 6pm circa poco dopo ceniamo con gli altri exchange student, è incredibile, persone che vengono dalla Korea, da Hong Kong, dal Brasile, dal Messico, da ovunque nel mondo. Ovviamente ci sono anche altri ragazzi italiani, gli italiani sono dappertutto. Chiacchieriamo molto e faccio molta amicizia con le mie due compagne di stanza, Pol, dal Messico e Chloe da Hong Kong.

Giorno 1
La mattina successiva c'è l'orientation; in poche parole le regole e tutto quello che c'era scritto sul così detto handbook, il manuale dell'exchange student "perfetto".

Il resto della giornata la passiamo visitando Beverly Hills e Santa Monica, il pomeriggio trascorso a Santa Monica è stato uno dei più divertenti della mia vita. Ho toccato le acque del Pacifico per la prima volta, abbiamo camminato nella sabbia sentendoci felici, siamo andati sulle montagne russe e abbiamo camminato sulla bellissima promenade di Santa Monica, visto un tramonto mozzafiato.
La serata si è conclusa col la cena al Bubba Gump, ristorante dedicato al signor Forrest Gump.

Giorno 2
Il giorno seguente abbiamo scoperto un po' di più sulle nostre famiglie (ne parliamo dopo), nel senso che abbiamo riletto un'altra volta come si chiamano, che lavoro fanno, visto le foto dei tre gatti che possiedono e capito che scuola frequenteremo. In realtà non si scoprono molte cose nuove, si fa un bel ripasso.
La parte più bella e divertente dell'orientation non è l'orientation, ma il visitare il posto. Quando il 28 agosto ho visto per davvero la scritta HOLLYWOOD con i miei occhi, non ci credevo; è una di quelle cose che vedi sempre nei film e dopo un po' ti abitui al fatto che sia una cosa, appunto, da film. Vedere quelle lettere per davvero, con i tuoi occhi (in realtà sono molto più piccole di quel che pensi), ti fa pensare, 'Cavolo, sono qui, la scritta è lì, oddio, che strano' e poi fai un sacco di foto dove non si vede niente e poi tenti pure di fare un selfie con il tuo gruppo di amici e la scritta, ma è scientificamente testato (da me) che non si vedrà mai nulla.

Il museo delle cere è bello, personalmente, non ci ero mai stata e mi è piaciuto un sacco. E' bello vedere Rihanna in grandezza naturale e abbracciarla, è stata la mia favourite part. C'è anche un film in 4D che non è male, ma Rihanna non la batte.

Il globo con la scritta "Universal Studios" è un'altra di quelle cose da film, che non sai se vedrai mai o no, a volte ti chiedi anche conferma sulla sua effettiva esistenza. E' davvero molto bello, soprattutto la sera. C'è un sacco di gente, persone che ballano, che cantano, bambini che nuotano nelle fontane, gente che vola (ve lo giuro). Abbiamo cenato al famosissimo Hard Rock Cafe', che fa degli originalissimi, ma buoni, hamburger. Dopo cena siamo saliti sul pulmino che ci ha portato lontano da quel luogo incantevole e  per l'ultima volta, verso l'albergo.

La Famiglia
La mia famiglia è fantastica. E' composta da madre, Sarah, padre, Steve e dalle tre figlie, Kenzie, Maggie e Ruby; rispettivamente di 17, 15 e 12 anni, in omaggio ci sono i tre gatti che si innamoreranno perdutamente di te e del tuo letto e un cane gigante che si siede sui tuoi piedi; li adoro. Con loro mi trovo davvero bene, avevano già ospitato uno studente prima di me e hanno deciso di ripetere l'esperienza anche quest'anno, selezionandomi circa una settimana prima del mio arrivo. Sono persone delazione; gentili, disponibili, con tanta voglia di fare. Mangiano mac and cheese per colazione e costruiscono mobili nel garage con le hit di Michael Jackson a palla. Che dire, li amo. Sono davvero speciali.

Questo per dirvi; anche se la famiglia arriva all'ultimo non significa che sia una brutta famiglia, sono solo degli americani un po' pigri. Se proprio vogliamo trovargli un difetto, non viaggiano molto e sono piuttosto sedentari, ma nessuno è perfetto e, tra l'altro, sono qui da tre settimane appena, chissà quante cose mi aspettano ancora. Hanno promesso di portarmi a vedere l'Oceano, ad osservare le stelle nel deserto (si, in Oregon c'è pure il deserto), a navigare sul fiume con le canoe, andare in bici nei boschi p asseggiare nelle foreste; finora non è ancora accaduto nulla di tutto ciò, ma credo proprio che sia questione di tempo.
    

                                                                            * * *
Concludo il post qui, anche se c'è ancora molto da dire, scriverò tutto nel prossimo. Mi scuso se sono stata molto diretta e frettolosa nel raccontare ma, davvero, sono successe così tante cose in così poco tempo che, per non scrivere un poema, ho optato per il riassunto chiaro (?) e veloce. Mi piace molto scrivere questi post, sono un po' il mio diario dove metto nero su bianco quello che penso e quello che succede, ma, volendo, chiunque può venire qui e leggere queste storie, se tu, che, per caso, leggi queste righe, fammi sapere cosa ne pensi, se sei anche tu americano per qualche mese o se partirai l'anno prossimo... Aggiornerò presto (o non così tardi, dai), promesso!

Un bacino,
Alice
:)













1 commento:

  1. Caspita, quante cose ti sono capitate in così' poco tempo!
    Mi piacerebbe conoscere meglio l'Oregon attraverso i tuoi post.
    Al prossimo, quindi!

    RispondiElimina