Qualcosa a proposito dello sport
Sono appena tornata dal primo allenamento di lacrosse.
Dovete sapere, che nelle scuole americane si fa tantissimo sport. Ovviamente, se non sei un tipo da workout, ci sono tante altre cos che puoi fare, ma lo sport è davvero ritenuto una cosa importante e dal momento in cui ti registri per qualsiasi tipo di sport, boom, tutti i giorni a sudare per 1 ora e 45 minuti circa, è molto divertente, ma ci vuole impegno e costanza. Quasi tutti fanno parte di una squadra, e gli sport disponibili cambiano a seconda della stagione. Cross Country, anche conosciuto come XC o corsa campestre per gli amici italiani, è finito una settimana fa, poiché è uno sport autunnale. Non so da cosa dipenda il fatto che gli sport cambino, forse dalle condizioni meteorologiche, forse per offrire più varietà, o qualche altro motivo, sta di fatto che gli sport invernali, nella mia scuola, sono nuoto e basket. Dal punto che nuoto non mi garba per motivi di vista, infatti non vedo nulla senza lenti a contatto o occhiali, e basket è per i tipi che a basket ci sanno già giocare, ho incominciato il conditioning per lacrosse.
Lacrosse
Lacrosse è uno sport tipo hockey, del quale non so spiegarvi bene le regole perché non le so nemmeno io. So dirvi che è divertente, mi piace ed è uno sport primaverile. E allora perché io ho cominciato il 7 di novembre? Beh, perché prima che uno sport inizi ufficialmente, c'è la parte che si chiama conditioning o pre-lacrosse o whatever. E' la prima volta nella mia vita che mi cimento in uno sport di squadra, spero che questo mi possa insegnare molto e spero che tra i membri della squadra si formi un bel legame di amicizia. Lacrosse per ora è due volte alla settimana, in primavera incomincerà a essere tutti i giorni.
Dai, lo so che è tanto, ma almeno vi tenete in forma.
Track and Field
Track and Field, per gli amici Track, è uno sport primaverile pure lui. In Track and Field le cose che si fanno di solito sono correre, correre e a volte corri anche. In realtà non mi ispira tantissimo, l'unico motivo per il quale voglio farlo è per mantenere le amicizie che si sono create in XC. Infatti, gran parte della squadra di cross country, entrerà a fare parte della squadra di Track and Field, e il numero di ragazzi che faranno Track ammonterà a 130, contro i 90 ragazzi di XC.
Lacrosse vs Track
Così mi tocca scegliere. Il conditioning di Track non è ancora iniziato, inizierà dopo il Thanksgiving Day (24 novembre per i più curiosi) e, a mio vantaggio, i giorni in cui si fa Lacrosse e i giorni in cui si fa Track combaciano quasi perfettamente, quindi il conditioning lo posso fare per entrambi! In primavera forse dovrò scegliere, ma se parlo coi coach ci sono buone probabilità che riesca a fare entrambi gli sport!
American Alice
lunedì 7 novembre 2016
lunedì 19 settembre 2016
Aggiornamento su cose che non erano state aggiornate :)
Hello!
Mi chiamo Alice, sono, tra le altre cose, un exchange student, volevo gestire un blog, ma è da mesi che non scrivo un post. Quindi, mi sembra l'ora di aggiornare.
Prima Della Partenza
Prima della partenza significa il mesetto prima della famigerata data, 26 agosto 2016, e, come mi sono sentita io.
Ero piuttosto disperata, immaginatevi; fine agosto e non avevo la più pallida idea di dove sarei andata, di quando sarei partita o di chi mi avrebbe ospitato. Chiamavo la mia agenzia, School and Vacation (non vi consiglio di partire con lei, a meno che per voi non vada bene sapere dove studierete per 10 mesi due giorni prima), mi dicevano che ero una dei dieci studenti che non avevano ancora ricevuto il placement, c'era probabilità che finissi in un posto dove la scuola era già iniziata, che non facessi l'orientation (ne parliamo dopo) e tutte cose che mi facevano sentire male.
Il 23 agosto 2016, arriva, alle 10 di mattina, una telefonata; "E' arrivata la famiglia per Alice, parte il 26 per l'Oregon"
Capite che mi ero appena svegliata? Io ho bisogno della colazione prima di essere capace di elaborare informazioni importanti come questa.
Scendo le scale e arrivo in cucina, mi è arrivata la family! Sono felice e, cacchio, finalmente! Non ho nemmeno ascoltato il resto della telefonata e sono scesa a mangiare, sapevo che sarei partita.
La mattinata la passo cercando informazioni sul posto dove sarei andata, telefonando a parenti e amici per avvertirli del tutto e cercando di fare una valigia per tornare a Milano, da dove, due giorni dopo, sarei partita.
Dico ai miei amici che parto e che dovevo tornare a Milano la mattina successiva. Saluto tutti e passiamo la serata insieme a divertirci, sapendo che è l'ultima, per un po' di tempo.
La mattina dopo la valigia è in macchina, scatto una foto con una polaroid camera che ritrae me e due mie care amiche e partiamo; verso Milano.
Milano
Milano è la mia città. Born and raised there, e la amo. Quei due ultimi giorni che ho passato a casa sono stati strani, gli ultimi giorni di agosto e la prima parte dell'autunno sono i periodi in cui amo Milano di più, in cui la città risplende di quella nostalgia da posto in cui non sei stato da un po' e tutto inizia di nuovo.
-Il tramonto era rosso, l'acqua dei navigli scorreva lenta, la mia famiglia camminava davanti a me e io guardavo l'orizzonte. Nostalgia, felicità, amore, sintonia e qualcosa di nuovo; cambiamento, dovevo salutare quelle cose. Prendo il telefono per scattare una foto, per cercare di conservare quella sensazione per sempre, perché è così diversa, così nuova, così bella, che la voglio con me per sempre.
Quella foto è bellissima.-
Saluto mia nonna e mio zio quella sera, è triste, davvero.
E' la sera del 25 agosto 2016, il sole è calato, la giornata è finita, non posso farci niente, vorrei un po' più di tempo, ma voglio anche partire, perché sono emozionata, curiosa.
La Partenza
Sono le 4 del mattino, sono sotto la doccia. Mi asciugo i capelli e mi guado allo specchio, l'ho fatto mille volte, questa è davvero l'ultima. Arriviamo all'aeroporto, sto partendo. Incontro Emanuela, un'altra exchange student che partirà per l'Oregon. Saluto la mia famiglia (<3) e siamo sull'aereo.
Partiamo, direzione Londra.
Orientation
L'orientation sono una serie di giorni, per me 4, che un exchange student trascorre in una grande città, nel mio caso Los Angeles, dove gli vengono propinate per la quarantaduesima volta, le regole da rispettare, l'atteggiamento da intraprendere, cosa fare e cosa no. Dopodiché, per il resto della giornata, si visita la meravigliosa città.
Arriviamo a Los Angeles dopo lo scalo a Londra e le 13 ore di volo. Siamo entrambe stanchissime e aspettiamo un transfer che ci porti all'hotel dove alloggeremo. Finalmente, alle 5:30pm (perché ora usiamo l'orario all'americana), arriva un pulmino, siamo insieme ad Alex, una ragazza frizzante ed emozionata più di noi per l'anno che verrà, membro ufficiale dello staff ICES (agenzia americana che si occupa degli studenti di School and Vacation una volta negli States).
Arriviamo in hotel alle 6pm circa poco dopo ceniamo con gli altri exchange student, è incredibile, persone che vengono dalla Korea, da Hong Kong, dal Brasile, dal Messico, da ovunque nel mondo. Ovviamente ci sono anche altri ragazzi italiani, gli italiani sono dappertutto. Chiacchieriamo molto e faccio molta amicizia con le mie due compagne di stanza, Pol, dal Messico e Chloe da Hong Kong.
Giorno 1
La mattina successiva c'è l'orientation; in poche parole le regole e tutto quello che c'era scritto sul così detto handbook, il manuale dell'exchange student "perfetto".
Il resto della giornata la passiamo visitando Beverly Hills e Santa Monica, il pomeriggio trascorso a Santa Monica è stato uno dei più divertenti della mia vita. Ho toccato le acque del Pacifico per la prima volta, abbiamo camminato nella sabbia sentendoci felici, siamo andati sulle montagne russe e abbiamo camminato sulla bellissima promenade di Santa Monica, visto un tramonto mozzafiato.
La serata si è conclusa col la cena al Bubba Gump, ristorante dedicato al signor Forrest Gump.
Giorno 2
Il giorno seguente abbiamo scoperto un po' di più sulle nostre famiglie (ne parliamo dopo), nel senso che abbiamo riletto un'altra volta come si chiamano, che lavoro fanno, visto le foto dei tre gatti che possiedono e capito che scuola frequenteremo. In realtà non si scoprono molte cose nuove, si fa un bel ripasso.
La parte più bella e divertente dell'orientation non è l'orientation, ma il visitare il posto. Quando il 28 agosto ho visto per davvero la scritta HOLLYWOOD con i miei occhi, non ci credevo; è una di quelle cose che vedi sempre nei film e dopo un po' ti abitui al fatto che sia una cosa, appunto, da film. Vedere quelle lettere per davvero, con i tuoi occhi (in realtà sono molto più piccole di quel che pensi), ti fa pensare, 'Cavolo, sono qui, la scritta è lì, oddio, che strano' e poi fai un sacco di foto dove non si vede niente e poi tenti pure di fare un selfie con il tuo gruppo di amici e la scritta, ma è scientificamente testato (da me) che non si vedrà mai nulla.
Il museo delle cere è bello, personalmente, non ci ero mai stata e mi è piaciuto un sacco. E' bello vedere Rihanna in grandezza naturale e abbracciarla, è stata la mia favourite part. C'è anche un film in 4D che non è male, ma Rihanna non la batte.
Il globo con la scritta "Universal Studios" è un'altra di quelle cose da film, che non sai se vedrai mai o no, a volte ti chiedi anche conferma sulla sua effettiva esistenza. E' davvero molto bello, soprattutto la sera. C'è un sacco di gente, persone che ballano, che cantano, bambini che nuotano nelle fontane, gente che vola (ve lo giuro). Abbiamo cenato al famosissimo Hard Rock Cafe', che fa degli originalissimi, ma buoni, hamburger. Dopo cena siamo saliti sul pulmino che ci ha portato lontano da quel luogo incantevole e per l'ultima volta, verso l'albergo.
La Famiglia
La mia famiglia è fantastica. E' composta da madre, Sarah, padre, Steve e dalle tre figlie, Kenzie, Maggie e Ruby; rispettivamente di 17, 15 e 12 anni, in omaggio ci sono i tre gatti che si innamoreranno perdutamente di te e del tuo letto e un cane gigante che si siede sui tuoi piedi; li adoro. Con loro mi trovo davvero bene, avevano già ospitato uno studente prima di me e hanno deciso di ripetere l'esperienza anche quest'anno, selezionandomi circa una settimana prima del mio arrivo. Sono persone delazione; gentili, disponibili, con tanta voglia di fare. Mangiano mac and cheese per colazione e costruiscono mobili nel garage con le hit di Michael Jackson a palla. Che dire, li amo. Sono davvero speciali.
Questo per dirvi; anche se la famiglia arriva all'ultimo non significa che sia una brutta famiglia, sono solo degli americani un po' pigri. Se proprio vogliamo trovargli un difetto, non viaggiano molto e sono piuttosto sedentari, ma nessuno è perfetto e, tra l'altro, sono qui da tre settimane appena, chissà quante cose mi aspettano ancora. Hanno promesso di portarmi a vedere l'Oceano, ad osservare le stelle nel deserto (si, in Oregon c'è pure il deserto), a navigare sul fiume con le canoe, andare in bici nei boschi p asseggiare nelle foreste; finora non è ancora accaduto nulla di tutto ciò, ma credo proprio che sia questione di tempo.
Mi chiamo Alice, sono, tra le altre cose, un exchange student, volevo gestire un blog, ma è da mesi che non scrivo un post. Quindi, mi sembra l'ora di aggiornare.
Prima Della Partenza
Prima della partenza significa il mesetto prima della famigerata data, 26 agosto 2016, e, come mi sono sentita io.
Ero piuttosto disperata, immaginatevi; fine agosto e non avevo la più pallida idea di dove sarei andata, di quando sarei partita o di chi mi avrebbe ospitato. Chiamavo la mia agenzia, School and Vacation (non vi consiglio di partire con lei, a meno che per voi non vada bene sapere dove studierete per 10 mesi due giorni prima), mi dicevano che ero una dei dieci studenti che non avevano ancora ricevuto il placement, c'era probabilità che finissi in un posto dove la scuola era già iniziata, che non facessi l'orientation (ne parliamo dopo) e tutte cose che mi facevano sentire male.
Il 23 agosto 2016, arriva, alle 10 di mattina, una telefonata; "E' arrivata la famiglia per Alice, parte il 26 per l'Oregon"
Capite che mi ero appena svegliata? Io ho bisogno della colazione prima di essere capace di elaborare informazioni importanti come questa.
Scendo le scale e arrivo in cucina, mi è arrivata la family! Sono felice e, cacchio, finalmente! Non ho nemmeno ascoltato il resto della telefonata e sono scesa a mangiare, sapevo che sarei partita.
La mattinata la passo cercando informazioni sul posto dove sarei andata, telefonando a parenti e amici per avvertirli del tutto e cercando di fare una valigia per tornare a Milano, da dove, due giorni dopo, sarei partita.
Dico ai miei amici che parto e che dovevo tornare a Milano la mattina successiva. Saluto tutti e passiamo la serata insieme a divertirci, sapendo che è l'ultima, per un po' di tempo.
La mattina dopo la valigia è in macchina, scatto una foto con una polaroid camera che ritrae me e due mie care amiche e partiamo; verso Milano.
Milano
Milano è la mia città. Born and raised there, e la amo. Quei due ultimi giorni che ho passato a casa sono stati strani, gli ultimi giorni di agosto e la prima parte dell'autunno sono i periodi in cui amo Milano di più, in cui la città risplende di quella nostalgia da posto in cui non sei stato da un po' e tutto inizia di nuovo.
-Il tramonto era rosso, l'acqua dei navigli scorreva lenta, la mia famiglia camminava davanti a me e io guardavo l'orizzonte. Nostalgia, felicità, amore, sintonia e qualcosa di nuovo; cambiamento, dovevo salutare quelle cose. Prendo il telefono per scattare una foto, per cercare di conservare quella sensazione per sempre, perché è così diversa, così nuova, così bella, che la voglio con me per sempre.
Quella foto è bellissima.-
Saluto mia nonna e mio zio quella sera, è triste, davvero.
E' la sera del 25 agosto 2016, il sole è calato, la giornata è finita, non posso farci niente, vorrei un po' più di tempo, ma voglio anche partire, perché sono emozionata, curiosa.
La Partenza
Sono le 4 del mattino, sono sotto la doccia. Mi asciugo i capelli e mi guado allo specchio, l'ho fatto mille volte, questa è davvero l'ultima. Arriviamo all'aeroporto, sto partendo. Incontro Emanuela, un'altra exchange student che partirà per l'Oregon. Saluto la mia famiglia (<3) e siamo sull'aereo.
Partiamo, direzione Londra.
Orientation
L'orientation sono una serie di giorni, per me 4, che un exchange student trascorre in una grande città, nel mio caso Los Angeles, dove gli vengono propinate per la quarantaduesima volta, le regole da rispettare, l'atteggiamento da intraprendere, cosa fare e cosa no. Dopodiché, per il resto della giornata, si visita la meravigliosa città.
Arriviamo a Los Angeles dopo lo scalo a Londra e le 13 ore di volo. Siamo entrambe stanchissime e aspettiamo un transfer che ci porti all'hotel dove alloggeremo. Finalmente, alle 5:30pm (perché ora usiamo l'orario all'americana), arriva un pulmino, siamo insieme ad Alex, una ragazza frizzante ed emozionata più di noi per l'anno che verrà, membro ufficiale dello staff ICES (agenzia americana che si occupa degli studenti di School and Vacation una volta negli States).
Arriviamo in hotel alle 6pm circa poco dopo ceniamo con gli altri exchange student, è incredibile, persone che vengono dalla Korea, da Hong Kong, dal Brasile, dal Messico, da ovunque nel mondo. Ovviamente ci sono anche altri ragazzi italiani, gli italiani sono dappertutto. Chiacchieriamo molto e faccio molta amicizia con le mie due compagne di stanza, Pol, dal Messico e Chloe da Hong Kong.
Giorno 1
La mattina successiva c'è l'orientation; in poche parole le regole e tutto quello che c'era scritto sul così detto handbook, il manuale dell'exchange student "perfetto".
Il resto della giornata la passiamo visitando Beverly Hills e Santa Monica, il pomeriggio trascorso a Santa Monica è stato uno dei più divertenti della mia vita. Ho toccato le acque del Pacifico per la prima volta, abbiamo camminato nella sabbia sentendoci felici, siamo andati sulle montagne russe e abbiamo camminato sulla bellissima promenade di Santa Monica, visto un tramonto mozzafiato.
La serata si è conclusa col la cena al Bubba Gump, ristorante dedicato al signor Forrest Gump.
Giorno 2
Il giorno seguente abbiamo scoperto un po' di più sulle nostre famiglie (ne parliamo dopo), nel senso che abbiamo riletto un'altra volta come si chiamano, che lavoro fanno, visto le foto dei tre gatti che possiedono e capito che scuola frequenteremo. In realtà non si scoprono molte cose nuove, si fa un bel ripasso.
La parte più bella e divertente dell'orientation non è l'orientation, ma il visitare il posto. Quando il 28 agosto ho visto per davvero la scritta HOLLYWOOD con i miei occhi, non ci credevo; è una di quelle cose che vedi sempre nei film e dopo un po' ti abitui al fatto che sia una cosa, appunto, da film. Vedere quelle lettere per davvero, con i tuoi occhi (in realtà sono molto più piccole di quel che pensi), ti fa pensare, 'Cavolo, sono qui, la scritta è lì, oddio, che strano' e poi fai un sacco di foto dove non si vede niente e poi tenti pure di fare un selfie con il tuo gruppo di amici e la scritta, ma è scientificamente testato (da me) che non si vedrà mai nulla.
Il museo delle cere è bello, personalmente, non ci ero mai stata e mi è piaciuto un sacco. E' bello vedere Rihanna in grandezza naturale e abbracciarla, è stata la mia favourite part. C'è anche un film in 4D che non è male, ma Rihanna non la batte.
Il globo con la scritta "Universal Studios" è un'altra di quelle cose da film, che non sai se vedrai mai o no, a volte ti chiedi anche conferma sulla sua effettiva esistenza. E' davvero molto bello, soprattutto la sera. C'è un sacco di gente, persone che ballano, che cantano, bambini che nuotano nelle fontane, gente che vola (ve lo giuro). Abbiamo cenato al famosissimo Hard Rock Cafe', che fa degli originalissimi, ma buoni, hamburger. Dopo cena siamo saliti sul pulmino che ci ha portato lontano da quel luogo incantevole e per l'ultima volta, verso l'albergo.
La Famiglia
La mia famiglia è fantastica. E' composta da madre, Sarah, padre, Steve e dalle tre figlie, Kenzie, Maggie e Ruby; rispettivamente di 17, 15 e 12 anni, in omaggio ci sono i tre gatti che si innamoreranno perdutamente di te e del tuo letto e un cane gigante che si siede sui tuoi piedi; li adoro. Con loro mi trovo davvero bene, avevano già ospitato uno studente prima di me e hanno deciso di ripetere l'esperienza anche quest'anno, selezionandomi circa una settimana prima del mio arrivo. Sono persone delazione; gentili, disponibili, con tanta voglia di fare. Mangiano mac and cheese per colazione e costruiscono mobili nel garage con le hit di Michael Jackson a palla. Che dire, li amo. Sono davvero speciali.
Questo per dirvi; anche se la famiglia arriva all'ultimo non significa che sia una brutta famiglia, sono solo degli americani un po' pigri. Se proprio vogliamo trovargli un difetto, non viaggiano molto e sono piuttosto sedentari, ma nessuno è perfetto e, tra l'altro, sono qui da tre settimane appena, chissà quante cose mi aspettano ancora. Hanno promesso di portarmi a vedere l'Oceano, ad osservare le stelle nel deserto (si, in Oregon c'è pure il deserto), a navigare sul fiume con le canoe, andare in bici nei boschi p asseggiare nelle foreste; finora non è ancora accaduto nulla di tutto ciò, ma credo proprio che sia questione di tempo.
* * *
Concludo il post qui, anche se c'è ancora molto da dire, scriverò tutto nel prossimo. Mi scuso se sono stata molto diretta e frettolosa nel raccontare ma, davvero, sono successe così tante cose in così poco tempo che, per non scrivere un poema, ho optato per il riassunto chiaro (?) e veloce. Mi piace molto scrivere questi post, sono un po' il mio diario dove metto nero su bianco quello che penso e quello che succede, ma, volendo, chiunque può venire qui e leggere queste storie, se tu, che, per caso, leggi queste righe, fammi sapere cosa ne pensi, se sei anche tu americano per qualche mese o se partirai l'anno prossimo... Aggiornerò presto (o non così tardi, dai), promesso!
Un bacino,
Alice
:)
sabato 16 aprile 2016
'Evening guys,
ebbene sì, scrivo questo post che è quasi mezzanotte; sono seduta sul divano di casa mia, davanti al computer, pensando all'idea che fra qualche mese lascerò Milano, la città dove ho sempre vissuto, per trasferirmi negli Stati Uniti per la bellezza di dieci mesi.
Come forse avrete capito, questo blog nasce per raccontare e condividere l'esperienza che sto per affrontare, e che magari, state per affrontare anche voi. Ho deciso di iscrivermi ad un programma di studio, della durata di un anno scolastico, negli Stati Uniti, ovvero, quest'estate partirò per incominciare il mio anno all'estero.
E' da più di un anno che penso a questo progetto e, finalmente, a Ottobre 2015, ho deciso di prenderne parte, sapendo che ciò che avrei affrontato mi avrebbe cambiato la vita. Destinazione? Stati Uniti d'America. La prima volta che ci sono stata avevo sette anni e mi trovavo a New York, una città un po' troppo grande per la piccola bambina che ero. Ricordo quanto mi divertivo a cercare più scoiattoli possibili a Central Park e di quanto il meteo fosse incoerente di quella città, dove la primavera, per quanto mi sembrava, era caratterizzata da sole, nuvole e neve. Ho un bel ricordo di quel posto, ma sicuramente, l'America, non è tutta New York. Uno dei principali motivi per i quali ho deciso di intraprendere questo progetto è l'inglese. Ho sempre amato questa lingua, e spero di impararla perfettamente, per il mio futuro, per il lavoro e tutto il resto, ma anche per me stessa. Un'altra ragione, non meno importante dell'inglese, è l'esperienza personale. Da quello che mi raccontano gli ex exchange student, quindi su quello su cui posso basarmi lol, l'esperienza li ha sempre formati, facendoli diventare persone più forti, più mature, responsabili, insomma, migliorati direi. Voglio mettermi alla prova. Io non vedo l'ora di partire, quando salirò su quell'aereo che decollerà lontano da Milano, quello determinerà l'inizio della mia nuova vita (come sono filosofica).
Diciamo, che già quando mi hanno fissato il colloquio di selezione, ero abbastanza in ansia; al punto tale che quando sono andata lì mi hanno rispedita a casa per continuare un'altra volta. Se dovete ancora affrontare il colloquio, cosa che dubito dato che ormai siamo ad Aprile, state calmi, tranquillizzatevi perché le persone dell'agenzia che avete scelto sono lì per aiutarvi; andate lì sicuri di voi stessi, rilassati e dimostrate che siete pronti per affrontare una vita away from home. Il test di inglese che vi faranno è veramente fatto per sapere conoscere le basi, quindi non preoccupatevi.
L'agenzia che ho scelto per il mio anno all'estero si chiama School and Vacation. E' un'agenzia piccolina; ho già avuto delle esperienze di due settimane, una volta a Dublino, la successiva a Londra, sono andate parecchio bene, eccetto la famiglia capitatami a Londra, quella è stato un disastro.
Dopodiché mi hanno consegnato l'application, documenti su documenti, passaporti e vaccinazioni, più o meno è finito anche quello (il mio passaporto è da rinnovare e mi manca qualche visita dai medici provvisti di siringhe). Ora sono in attesa della mia famiglia ospitante, la quale determinerà anche lo stato dove capiterò; ma forse di questo ve ne parlerò nel mio prossimo post :)
Fatemi sapere cosa ne pensate, se siete anche voi exchange students, dove andrete, e, soprattutto, che nuova vita vi attende.
un bacino,
Alice
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| Una delle mie foto preferite scattate a Londra quest'estate :) |
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